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sabato 11 giugno 2011

INTERVISTA A LUIGI CREDARO

By Asasi

Nella seduta spiritica di questa settimana qualcosa è andato storto. Non è apparso il fantasma di un politico siciliano, ma quello di un valtellinese. Forse perché il presidente ha iniziato la sua professione insegnando per quattro anni a Sondrio, si è materializzato Luigi Credaro, nato a Sondrio il 15 gennaio 1860, è stato un importante politico e accademico italiano. Laureato in filosofia all’università di Pavia nel 1885, divenne insegnante di liceo. Nel 1889 si recò a Lipsia per perfezionarsi nello studio della filosofia e della psicologia; ebbe come maestro Wilhelm Wundt. Tornato in Italia, insegnò a Pavia, ove ebbe la cattedra di storia della filosofia. Nel 1907 fondò la “Rivista pedagogica”. Nel 1901 gli fu affidata la cattedra di pedagogia a Roma, ove insegnò sino al 1935. Fu deputato del Partito Radicale e Ministro della Pubblica Istruzione del Regno d’Italia tra il 1910 e il 1914. In tale veste, nel 1911, istituì il Liceo moderno. Fu l’ispiratore della legge Daneo-Credaro che stabiliva che lo stipendio dei maestri delle scuole elementari fosse a carico del bilancio dello Stato, e non più dei Comuni, contribuendo così in maniera determinante all’eliminazione dell’analfabetismo in Italia. Prima di questa legge, infatti, i Comuni di campagna e quelli più poveri, specie al Sud, non erano in grado di istituire e mantenere scuole elementari e pertanto non veniva applicata la legge Coppino del 1878 sull’obbligo scolastico. Pubblicò numerose opere, in particolare su Immanuel Kant. Gli abbiamo posto alcune domande.

ASASi: Ministro Credaro, cosa pensa dei magistrati del lavoro e dei TAR che danno sempre torto all’amministrazione statale?

Luigi Credaro: Guardi, credo che si sbagli. Una serie di sentenze recenti contro i sindacati sembra evidenziare il ristabilirsi di un nuovo equilibrio, non più totalmente negativo per la pubblica amministrazione. Infatti la Magistratura ha stabilito che non costituisce condotta antisindacale il rifiuto del dirigente scolastico di contrattare, durante il lavoro per la redazione del contratto integrativo, sui criteri per l’assegnazione del personale docente ed ATA ai plessi ed alle sezioni staccate. Il divieto della contrattazione integrativa nella materia dell’organizzazione degli uffici e della gestione del personale, quale si desume dalla perdita di efficacia delle disposizioni della medesima contrattazione che ad essa continuino a riferirsi ai sensi dell’art. 65 del d. lgs. n. 150/2009, si traduce in una sostanziale disapplicazione delle clausole della contrattazione collettiva nazionale che rimettono alla contrattazione integrativa la disciplina di quelle stesse materie.

ASASi: Ministro, ma lei crede veramente che possa ridursi il potere di ostruzionismo sindacale a favore di un aumento della responsabilità dei dirigenti?

Luigi Credaro: In base all’art. 40 D.Lgs. n. 165/2001, come modificato dall’art. 54 D.Lgs. n. 150/09, le determinazioni per l’organizzazione degli uffici sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione, salva la sola informazione ai sindacati, con esclusione di obblighi di concertazione e contrattazione sindacale. La norma va considerata immediatamente applicabile con l’entrata in vigore del decreto legislativo, avvenuta il 16.11.09. Pertanto, il nuovo sistema di relazioni sindacali trova applicazione, in virtù del principio tempus regit actum, ai fatti accaduti successivamente all’entrata in vigore del decreto legislativo (come nel caso oggetto di causa) con conseguente nullità delle clausole collettive difformi e con la loro sostituzione con le norme imperative di legge attraverso i meccanismi di etero integrazione contrattuale previsti dagli artt. 1339 e 1419 c. II c.c. e 3 bis nuovo testo del D.Lgs. n. 165/2001. Occorrerebbe però un corpo ispettivo e un direttore regionale capace di controllare i presidi con equilibrio e imparzialità, e soprattutto autonomia da politici e sindacalisti.

ASASi: Ministro Credaro, e delle prove INVALASI che dice?

Luigi Credaro: La Magistratura ha stabilito che l’espletamento dell’attività di collaborazione alle prove INVALSI non può causare ai docenti ricorrenti un pregiudizio a posteriori irreparabile (requisito necessario ai fini della concessione di un provvedimento cautelare d’urgenza) in quanto, anche se in sede di cognizione ordinaria dovesse emergere l’illegittimità degli ordini di servizio con i quali il dirigente scolastico ha disposto che i docenti assistano allo svolgimento dei test INVALSI, ai docenti ricorrenti (che non possono rifiutarsi di eseguire un ordine impartito per iscritto da un superiore ai sensi dell’art. 92 CCNL comparto scuola 2007) non potrebbe essere imputata alcuna responsabilità. I presidi avevano quinti tutta l’autorità di ordinare ai docenti di attenersi alle disposizioni ministeriali.

ASASi: Ministro Credaro, lei fu deputato del Partito Radicale per la Valtellina. Cosa ricorda di quel periodo?

Luigi Credaro: Ricordo gente semplice e operosa, orgogliosa del senso del dovere e delle proprie capacità lavorative. Ricordo le vigne esposte a mezzogiorno, le gerle per trasportare l’uva, gli artigiani capaci di costruire botti ovali come fossero sculture. Rocciatori, alpinisti e sciatori senza rivali. La pazienza di maestri meravigliosi che insegnavano agli handicappati. Ricordo le donne, magre, severe, forti e riservate. Gente diversa da quella di Livigno, che voleva solo arricchirsi e non voleva studiare la storia e la filosofia. La domenica mi recavo nelle baite a distribuire il giornale del Partito Radicale e non potevo rifiutare il bicchierino di grappa che pastori e contadini mi offrivano. Tornavo a casa sbronzo.

ASASi: Ministro Credaro, ha saputo che hanno proposto Maria Stella Gelmini come ministro per la Giustizia?

Luigi Credaro: è una buona novella per la scuola pubblica, anche se mi spiace per i giudici. Avete bisogno di un Ministro competente che metta a lavorare i fannulloni, licenzi gli incapaci e ridia slancio alle tante persone capaci e volenterose, in particolare nel meridione. Non che io sia un polentone razzista, ma Franchetti e Sonnino mi hanno riferito che da voi il concetto di punizione di chi viola le norme e i contratti, nella pubblica amministrazione, non esiste. Ma avete anche bisogno di un nuovo Governo. Trovatevi uno serio, senza tacchi, cerone e protesi, magari povero, ma che non bestemmi e non racconti barzellette sporche. Uno che risparmi i soldi della Guerra in Afghanistan e li investa nella scuola, invece di questo Superciuk che risparmia nella scuola e investe in donnine.

ASASi: Ministro Credaro, cosa pensa del prossimo concorso a DSGA?

Luigi Credaro: È molto positivo che sia un concorso pubblico per esterni. Finalmente i giovani eccellenti laureati avranno la possibilità di entrare nella scuola. Speriamo che non sia un concorso truccato. Io suggerirei al Direttore Generale questa Commissione: Adriana Bongiorno preside dell’IPSIA Medi, Lucia Rovituso preside in pensione, come presidente il dott. Salvatore Marino, attualmente commissario regionale liquidatore di Biosfera. Tre incorruttibili, preparatissimi, risultato garantito. So che il 16 giugno alle 11,30 avrete una riunione all’IPSAR Borsellino per discutere del Concorso e che il 17 giugno inizierete un corso di preparazione. Vi faccio i migliori auguri di buon lavoro.